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Gabriocronaca del Rallye della Tuscia

Era de marzo quela matina quanno incontrai na bella bambinaaaa, era si bbella era graziosa solo a vedella sembrava na rosaa (come cita un famoso stornello romano)! No, no sono le otto e trenta di domenica mattina è settembre ho tanto sonno, non è una bella mattina e soprattutto non è una bella bambina, è, ahimè, Bardellini, acciaccato come se fosse stato travolto da un T.I.R. (dopo i bagordi notturni) co na fiatella che llevate!!!! Embè, si sa, queste sono sempre le tragiche partenze mattutine del COOPERCLUBROMA. Ci siamo, Viterbo ci aspetta e, prima ancora, ci aspettano Carletto Gargini (futuro nuovo acquisto, siamo in trattative, del Club) e relativo babbo all’altezza dell’Olgiata (chi è di Roma sa dov’è, chi non è di Roma no, cmq è sulla strada per Viterbo). IL Presidente, il Segretario (Mambocorse), la fotografina (Valentina), parenti e amici del Presidente, una più che nutrita rappresentanza (non perché sono ciccioni, ma come numero) del BORBONECLUBMINI fasciati da una fichissima tuta da pilota (traccia remota di un Federclub che prima coccolava i propri affiliati) da Napoli ci attendono a Viterbo dalla sera precedente. ‘Nzomma, alle nove raccattiamo Carletto a Olgiata cominciamo la trasferta verso Viterbo. La traversata (che non è proprio una Roma>Pettenbach) non presenta difficoltà particolari, tranne che per un gentil signore munito di Volvona station wagon che, a causa dei continui tradimenti della moglie con il fruttarolo, il macellaio, il droghiere, etc., etc., decide di uscire da un parcheggio lungo la via Cassia con la famosa tecnica, scientificamente conosciuta come “alla pene di segugio”. Grazie all’abilità del capo colonna (io) si è riusciti ad evitare il peggio, risolvendosi il tutto con una giusta strombazzata ed una sonora evocazione degli avi del sumenzionato signore da parte di me medesimo espresso nella forma altrimenti più conosciuta di: “alimort……..tua e de tu nonno e de tu zzi ‘n cariola (che non guasta mai come rafforzativo)”. Dopodichè arriviamo a Viterbo chiedendo ai gentili Vigili Urbani (preventivamente allertati del raduno dall’efficientissimo Presidente) l’ubicazione di porta FUA come da “precise” istruzioni del Presidente! Il Vigile mi guarda col sopraciglio alzato e mi dice: “Forse intende porta FAU?!” e io: “ehm! Si”. Transitiamo trionfalmente sgasando da porta FAU e raggiungiamo il raggruppamento già scogliona…. ehm scaglionato al parcheggio di piazza Dei Caduti (evitiamo battute facili sui miei capelli perfavore). Il Presidente, con il valido supporto tecnico di Mambocorse (forte, quest’ultimo dell’esperienza d’Orbetello) hanno già eretto il gazebone (le erezioni alla mattina presto riescono sempre bene). Sono presenti, inoltre, gli amici dell’UMBRIAMINICLUB, mattinieri e puntuali. Francesco Ban e ragazza si sono materializzati da Roma col sistema zzzotttt di Star Trek perché dovevano far parte della mia cordata ma all’ultimo minuto mi hanno telefonato dicendo: “Veramente noi stiamo ultimando le abluzioni mattutine e quindi, se non ti dispiace, partiremmo per conto nostro….!!!”. Mica mi ha detto che erano amici del capitano Kirk! Finalmente ho l’onore e il piacere di conoscere la Succursale Viterbese del Cooperclubroma nelle persone della bellissima Antinisca Cortese (di nome e di fatto), titolare dello sponsor principale della manifestazione la Daniel Plant, e del fidanzato Luca con la loro Super Inno Mini deliziosamente decorata e tappezzata come si può notare dalle foto! Grazie di cuore ragazzi da parte di tutto il Club e di tutti i partecipanti alla manifestazione per il generoso e valido aiuto che ci avete dato per organizzare il tutto. Mentre appiccichiamo numeri di gara, banners, etc. arrivano gli altri equipaggi dai siti più disparati e cioè: Patrizia Schiavoni e famiglia (in cinque su una mini) da Senigallia (Ancona); Lorenzo Battaglia e la sua mitica Inno Mini 850 Mk I color verde medio, perfettamante restaurata ma priva di navigatore satellitare (per questo motivo il buon Lorenzo si è spinto fino a Bassano del Grappa prima di trovare Viterbo, fortunatamente era partito con largo anticipo), da Pescara; Massimino Bellilli con una bellissima Inno Cooper 1.300 da Salerno; I Mitici Stelvio Black&Yellow e Carletto J. Knight del Mini&CooperCollection. Ci siamo proprio tutti. Mini schierate, lucide, numerate, sponsorizzate, etc., etc. A questo punto dal cappello a cilindro del Presidente cosa ti esce? La Troupe televisiva di NUVOLARI!!!!! Miiiinkia che organizzazione! Ci siamo tutti? Siiiiiiii. Allora si comincia col Braccobaldo show! Raduno tutto il popolo minicooperista accorso ed illustro le regole della Caccia al Tesoro fotografica, dopodichè diamo ufficialmente il via a suddetta Caccia. Faccio al Presidente: “Presidè, s’annamo a pià ‘n caffè?”, e il presidente: “Vabbè!”. Ci avviamo verso il Bar e notiamo subito un certo trambusto! Un capannello di gente attorno a due signore vestite uguali, con camicetta bianca coi bottoni dorati, pantaloni neri, ed un grazioso cappellino bianco….. Si, sono due Vigilesse che generosamente, con i fogli della nostra Caccia al Tesoro fotografica in mano, dispensano indicazioni a profusione all’intero BORBONECLUBMINI!!!!! AAAAAAAAggggggghhhhhhhh! Interveniamo d’autorità col Presidente, cazziando sonoramente i minicooperisti e minacciando le Vigilesse di essere multate per trasgressione all’art. 45 bis comma 3 del cod. Cooperclubroma – elargizione vietata di indicazione urbanista a concorrente sleale – punibile con ammenda di €. 5.000,00! Finalmente ci prendiamo sto caffè e ci mettiamo in attesa del gruppone. Per passare il tempo, facendo finta di essere un grande collaudatore, mi metto a fare lo sborone nel parcheggio sgasando e testacodando con tutte le mini messemi a disposizione dai proprietari fiduciosi!! “Senti che rumorino fa la mia!”, “Senti come gira la ruotina”, “Senti il minimino”, e io: “La provo ioooo la macchinina…..” E poi provo la macchina del Presidente. Partenza a freddo con prima tirata a 8.500 giri, rapida cambiata con grattata in seconda, frenata con fumata di gomme alla fine del parcheggio e poi: “Guarda presidente, senza manine…” vrooooooooaaaaaaaaaannnnn, “Senza piedini….” Vroooooooaaaaaannnn, e poi quando stavo per uscire dall’abitacolo e guidare con il ginocchio dal finestrino mi hanno fermato centrandomi con un sanpietrino sull’orecchio, che fa tanto male (ma cosa ci sarà stato dentro quel caffè!?). A mezzogiornoemmezzo cominciano a rientrare i concorrenti maledicendo l’inventore della Caccia al Tesoro e il fotografo, io e il presidente facciamo i vaghi e per maggior sicurezza non sto a dire che alcune foto erano introvabili perché scattate a Bergamo. La pancina comincia a farsi sentire e con il classico panico pre-pranzo che contraddistingue lo sgasante popolo minicooperista, ci incolonniamo alla bellemmeglio con ME in testa con tanto di lampeggiante e ci dirigiamo verso la Signora Doris che ci attende trepidante sul lungolago di Gradoli (ridente località ai bordi del Lago di Bolsena). ‘Mbè ragazzi, guidare alla testa di un convoglio di una trentina di Mini, strombazzanti, sfanalanti e rombanti, provoca una certa emozione, accentuata oltretutto da una telecamera televisiva che ti riprende per tutto il tempo come si fosse alla mille-miglia. Sembro quasi vero col lampeggiante sul tetto, il cavo del lampeggiante davanti al naso, l’auricolare del telefonino (col Presidente che blatera) sull’orecchio sinistro, quello della ricetrasmittente (con Mambo che gracchia parole incomprensibili) sulla destra, l’occhio destro fisso sullo specchietto centrale, quello sinistro sullo specchietto di destra, la mano sinistra sul volante, quella destra sui giocarelli (non si sa mai), sbaglio clamorosamente la strada finendo sul percorso della prova speciale ed allungando clamorosamente il tragitto che di divide dalla Grata (ristorante/camping della Signora Doris). Chiaramente non si accorge nessuno dell’errore, venendo tutti da fuori e non conoscendo l’itinerario previsto, tranne, ovviamente il Presidente che invece di stare muto, arrivati al ristorante, appena scende dal bagarozzo mi fa: “A Gabbriè, hai sbajato, tacci!” e io: “Shhhh”. Ebbene alle due e trenta minuti primi arriviamo a meta. Na fame! Fortunatamente la Signora Doris ci fa trovare le tavole imbandite con l’antipasto pronto. Per circa cinque minuti non si è sentita volare una mosca. Poi dopo i primi ruttini di soddisfazione e mugugni di approvazione arrivano gli gnocchi seguiti dalle fettuccine, abbacchi, polli etc. Perché noi minicooperisti semo regazzi fatti cor pennello e nun ce piace er baccalà. “Doriseeeee, portace nartro litro che noi se lo bevemo e poi jarisponneemo, embè, embè checcè?” Bene o male si arriva alla Sacher (ricordo che la gentile Doris è austriaca!). Caffè, ammazzacaffè, stuzzicatina ai denti, sfrugugliatina di uallara, pisciatina e via di nuovo in pista freschi come le rose! Ci prepariamo per la Prova a cronometro con tanto di speciale sullo sterrato! Il Presidente col bagarozzo, seguito da Mambokid su mambomobile si avviano, cronometro alla mano, per posizionarsi all’arrivo e prendere i tempi. Io metto le macchine in ordine sulla griglia di partenza (cancello di Doris), acchiappo Elena, deliziosa roscetta (fidanzata?) del Presidente, gli metto la bandiera a scacchi in mano e la trasformo in StartGirl, poi, cronometro al piede (sempre alla mano è monotono) do il via alle mini distanziate un minuto l’una dall’altra e le relative spiegazioni sul percorso. Nonostante le mie spiegazioni (date sotto l’effetto del vinello bianco di Doris che vaggiùchenabellezza) arrivano tutti a traguardo e, non so come, arrivo anch’io. Purtroppo questa volta non avevo il pilota (la mogliettina mia) da Prova a cronometro e non mi sono neanche cimentato, indi per cui mi unisco al gruppo allegro e felice e procediamo con le premiazioni. CACCIA AL TESORO FOTOGRAFICA 1° Carlo Ribersani del MINI&COOPER COLLECTION 2° Luca Chiariotti dell’UMBRIA MINI CLUB 3° Dario Ferraro del BOROBONE CLUB MINI PROVA A CRONOMETRO 1° Valeria Gallotta del BORBONE CLUB MINI 2° Carlo Ribersani del MINI&COOPER COLLECTION 3° Claudio Formicola del BORBONE MINI CLUB Peccato che la mini di Carlo Ribersani sia andata misteriosamente a fuoco subito dopo la premiazione, ma si sa, quando uno vince troppo, non si attira le simpatie del gruppo…eh son cose che capitano

 mercoledì 10 luglio 2002

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